Mobilità siamo alle battute finali.

Tutto l’impianto della legge 107 che i contratti su mobilità e passaggi avevano recepito negli ultimi tre anni con qualche piccola deroga, concessa ai sindacati dalla Fedeli, sono ora stati cancellati. Il contratto sarà triennale, ma i trasferimenti si potranno chiedere ogni anno. Chi è trasferito su scuola con preferenza analitica ci resta per tre anni.

Si prevede l’abolizione della chiamata diretta e dell’ambito territoriale e vengono ripristinate le seguenti tipologie di preferenze: scuola, comune, distretto e provincia. Si possono chiedere 15 preferenze tra scuole, comuni distretti, province. Quindi si ripristina la fase comunale che precede quella tra comuni della stessa provincia. Questo sarà positivo per i docenti titolari nel comune che quest’anno, sia pur con un punteggio inferiore e senza eventuale precedenza, si trasferirà con precedenza rispetto a un docente proveniente da un altro comune della medesima provincia.

Ricordo che le precedenze operano all’intero delle fasi dei trasferimenti. Ora si dovranno mettere a punto alcuni particolari per poi passare alla sezione degli ATA dove non ci dovrebbero essere problemi. Prima di Natale dicono i be informati il contratto sarà firmato da Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals e Fgu ex Gilda ce oggi sono stati convocati per una non stop al Miur. C’è comunque un solo nodo da risolvere, il Miur vuole a tutti i costi limitare e ridurre al 50% il trasferimento degli insegnanti di sostegno superato il quinquennio su posto comune, per evitate la fuga degli specializzati e vista la loro penuria. Tutti i sindacati al tavolo sono invece contrari, a mio avviso si arriverà infine a un accordo tra le parti con una riduzione meno contenuta del 50%.

Resta invece tutto invariato circa i trasferimento da curriculare a sostegno. Dai resoconti, capisco che si é fatta la solita manutenzione contrattuale, limitando a disapplicare la 107 e applicare il CCNL 2018, ma tutte le contraddizioni di una procedura vecchia e obsoleta restano in un testo contrattuale vecchio di decenni che costringe ad esempio ogni anno a compilare allegati con gli anni di ruolo e preruolo e che valuta in modo difforme gli anni di preruolo nei trasferimenti a domanda e d’ufficio.

Libero Tassella

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