La didattica a distanza e le sue regole. Dott.ssa Anna Zollo

In questi giorni i docenti, sia di ruolo che precari, sono chiamati a rispondere ad una nuova sfida, quella della didattica a distanza.

In base al Decreto Ministeriale le scuole, vista la sospensione delle attività didattiche, devono garantire ai propri studenti la continuità della formazione e questo è possibile attraverso la didattica digitale e/o online o e-learning.

Se fino ad ora erano i docenti stessi ad essere discenti di questa particolare metodologia, che alcuni teorici fanno rientrare nel costruttivismo, ora, invece, devono utilizzarla recuperando tutte le loro abilità, conoscenze e competenze.

È un’ organizzazione non facile da realizzare, sia per le istituzioni scolastiche sia per le famiglie ed i docenti stessi.

Molte istituzioni scolastiche hanno avuto meno problemi di altre, particolarmente quelle in cui i docenti di default la affiancavano a quella tradizionale.

L’ambiente più utilizzato è certo la G suite di Google e soprattutto il drive e le classroom, o i sistemi presenti nei registri elettronici.

Altre scuole, in questo momento di crisi, per un eccesso di zelo e per la voglia di fornire una maggiore efficienza, stanno utilizzando i diversi strumenti didattici per la didattica online in modo erroneo.

La maggiore difficoltà è certamente quella di trasferire le metodologie dell’e-learnig utilizzate nella formazione universitaria, post universitaria e imprenditoriale o sanitaria a quella scolastica.

È complesso, anche perché nella scuola si deve tener conto anche degli studenti con necessità speciali, o meglio Bisogni Educativi Speciali, dove la componente umana ed empatica è fondamentale.

Ma cosa è in effetti la didattica e la formazione e-learnig o a distanza? Per e-learning si intende:

L’uso delle nuove tecnologie multimediali e di Internet per migliorare la qualità dell’apprendimento facilitando l’accesso a risorse e servizi e favorendo sia la condivisione a distanza di informazione, sia la collaborazione.

Ě Questa definizione pone efficacemente enfasi su tre principali dimensioni dell’e-learning” [Midoro, 2006]
La letteratura definisce tre modalità di utilizzo:

Apprendere in modo autonomo (auto-formazione);
Apprendere in modo parzialmente assistito (tutoraggio);
Apprendere ricevendo una serie di informazioni e assistenza da parte di un formatore (insegnamento).

Però è necessario ricordare che ogni modello di e-learning, oltre a suggerire come condurre le fasi di progettazione, realizzazione, conduzione e valutazione delle attività online, deve introdurre specifiche indicazioni sul tipo di conoscenze e competenze che devono possedere le figure professionali in grado di renderlo operativo.

Un approccio focalizzato all’uso autonomo di materiali didattici, svolge un ruolo chiave solo se i docenti e gli esperti della didattica della specifica disciplina mettono in campo approcci collaborativi orientati all’interazione del gruppo di apprendimento (gruppo classe coinvolto).

Un corso e-learning deve essere caratterizzato da modalità di mediazione didattica, che sviluppa specifici processi di mediazione tra lo studente e le nuove conoscenze, facilitando la costruzione di nuovi saperi e di nuove competenze;

tale mediazione deve essere composta dai materiali didattici, dai docenti, dai tutor e dal gruppo di studenti.

L’importanza assunta da ciascuno di questi elementi nella mediazione didattica, dipende dal contesto, dal target, dagli obiettivi e dai contenuti del corso che si andrà a sviluppare.

Nello specifico, per la didattica scolastica si deve tener conto anche dei ragazzi con BES e dei relativi docenti di sostegno.

Nel dettaglio, si può affermare che per progettare un intervento formativo/didattico in grado di comunicare con chiarezza ed efficacia con lo studente, è necessario utilizzare un linguaggio chiaro e comprensibile.

I contenuti scritti presentati devono essere facilmente leggibili; i filmati di approfondimento devono rendere chiaramente comprensibili gli esempi a cui si riferiscono;

i documenti di approfondimento devono consentire all’utente d’incrementare le informazioni di base fornite dal corso (nel caso dei BES devono esserci schemi facili, comprensibili, scritti in modo chiaro, con colori e ben strutturati);

i test di valutazione dell’apprendimento devono presentare domande progettate in modo che siano facilmente comprensibili, adeguate ed inerenti ai contenuti delle lezioni ed esposte in modo casuale per garantire l’impossibilità di proporre test uguali a diversi utenti.

Il tempo di fruizione deve essere misurabile in modo effettivo: un’ora di e-learning equivale a 2 ore d’aula.

Ogni istituto scolastico utilizza la piattaforma che ritiene più opportuna, ma di base sono formate tutte da infrastrutture per la video lezione in streaming, la video lezione registrata, l’invio di materiale didattico per mail, invio di materiale su drive o creazioni di classi virtuali.

Per l’utilizzo di un video.

Indicativamente, la lunghezza di un video nell’e-learning varia in questo modo:

Video tutorial, 5-6 minuti
Video lezione di contenuto specifico, 6-18 minuti

Inoltre, secondo parte della letteratura specifica (esperienze fatte in alcuni corsi anche medico sanitari, ECM), il criterio adottato è molto semplice:

un documento di 4000 caratteri (pari a circa 1,5 pagina Word) corrisponde a 16 minuti di formazione. In questo modo, un corso composto da 4 documenti di sei pagine ciascuno ha una durata pari a quattro ore circa.

Dott.ssa Anna Zollo
Docente di sostegno presso IPAA di Fabro
Docente presso università e enti di formazione in corsi e_learnig

 

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