Errori nella attribuzione dei punteggi nelle GPS, possibili rimedi giurisdizionali. Quali ricorsi.

Grande è la confusione sotto il cielo. Particolarmente, in questo mese di settembre, che ha visto gli Uffici Scolastici Territoriali di tutto il Paese impegnati (forse non quanto sarebbe stato opportuno) nella pubblicazione delle GPS di ogni ordine e grado di scuola.

Errori. Tanti. Di vario tipo. Servizi non conteggiati o conteggiati alla metà per ragioni ignote. Titoli culturali completamente ignorati. Servizi specifici e aspecifici conteggiati su alcune classi di concorso, non su altre. Et cetera, et cetera.

Insomma, un quadro a tinte fosche che getta sconforto nei tanti docenti precari che si sono visti scippare dalle mani un incarico annuale di lavoro che pur avrebbero, in punto di diritto – e di logica – meritato di ottenere, a causa di una deteriore – ed errata – collocazione in graduatoria.

Quali i rimedi? In primo luogo i reclami. Da presentare agli Uffici competenti senza indugio al fine di auspicare di ottenere una solerte rettifica in autotutela da parte dell’Amministrazione.

Tuttavia, a fronte di un silenzio serbato dalla p.a. in merito ai reclami, l’unica strada diventa il ricorso.

Secondo l’Amministrazione – lo precisa a chiare lettere nei decreti di pubblicazione delle GPS – si può ricorrere entro 60 giorni al TAR competente territorialmente e, entro 120 giorni, al Presidente della Repubblica. Proprio come accade per le ordinarie procedure concorsuali.

Strada, quella del TAR, percorribile per coloro che, in virtù dell’erronea valutazione dei titoli dichiarati in domanda, non sono risultati destinatari di incarichi di lavoro.

Diversamente, per chi ha ottenuto un incarico di lavoro, pur con un punteggio più basso di quello spettante per legge, la strada giurisdizionale parrebbe essere quella del Giudice Ordinario e, cioè, del Tribunale del Lavoro.

Quindi, nulla di scolpito nella pietra. L’individuazione della corretta giurisdizione (TAR/Giudice del lavoro) deve necessariamente esser frutto dell’accurata analisi della singola fattispecie, del singolo caso, al fine di evitare noiose declaratorie di difetto di giurisdizione che, giocoforza, finirebbero con render ancor più tortuoso l’avvio della “macchina GPS”; una macchina nuova, fiammante che però, al momento, pare avere già le ruote a terra.

Per ogni informazione in merito alle possibili azioni da intraprendere scrivere a:

studiolegale.dgraziano@gmail.com

indicando in oggetto “richiesta consulenza ricorso GPS”. Verranno fornite le indicazioni necessarie per l’eventuale avvio di ricorso.

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